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Stencil di base

 

Nota storica 

Pare che già nella preistoria gli uomini usassero gli stencil per decorare le caverne. Le origini ufficiali si considerano quelle cinesi, già nel 3000 a.C.

Emigrò in Giappone e di qui in India, Persia e finalmente, attorno al sesto secolo d.C.  grazie all’espandersi dei commerci anche in Europa.

In Italia i pittori li utilizzavano come base per gli affreschi; in Francia, nel Medioevo, per decorare carte da gioco, libri e tessuti. Le prime carte da parati furono realizzate con tale tecnica da un certo Jean Papillon.

Ma la vera culla dello Stencil è il Nord Europa in cui è diventato una vera e propria arte. Da qui all’America il passo è breve e alla fine dell’800 questa diventa la sua seconda patria.

Gli americani lo usavano per decorare tutto. Il culmine si raggiunse con Louis Comfort Tiffany che lo usò per decorare oggetti in vetro che, grazie al figlio del più famoso gioielliere di New York, divennero straordinarie opere dell’affascinante Art Noveau.

Il periodo della seconda guerra mondiale vede il declino di questa tecnica che si ripropone una ventina d’anni dopo fino ai giorni nostri.

 

                                                                                                                    ( tratto da “ idee di casa mia “ – giugno 1997 pagg. 52-56 )

 

Occorrente

I materiali cambiano a seconda delle superfici che di voglione decorare, un’attrezzatura di base prevede :

 

  •   Colori : da scegliere in base alla superficie da dipingere
  •   Il pennello : ne esistono di varie dimensioni ma tutti a punta piatta e di solito con sezione rotonda
  •   Spugne : da usare al posto del pennello, meglio se la spugna è naturale
  •   Mascherine : disegno intagliato, in commercio nesistono con vari soggetti
  •   Foglio di acetato di vario spessore; il disegno viene riportato su di esso con un pennarello e poi intagliato col  cutter con la massima precisione.
  •   Riga per posizionare con precisione il disegno
  •   Tavola per incidere le mascherine, meglio se di materiale autorigenerante oppure di cartone un po’ spesso
  •   Matita , penna e pennarello per disegnare su stoffa le righe o progettare le modifiche o disegnare sull’acetato.
  •   Forbici, taglierina per preparare la mascherina
  •   Vaschetta per il colore
  •   Bicchieri, ciotole per l’acqua
  •   Carta assorbente per pulire, togliere gli eccessi di colore, ritoccare, assorbire da rovescio ( stoffa ), asciugare
  •   Cotone e alcool per pulire con cura la mascherina al termine del lavoro.

 

La mascherina 

La mascherina può essere ricavata da materiali diversi, pellicole di acetato o cellophane sono sicuramente le più usate ma anche il cartoncino va benissimo per i lavori veloci che non si pensa debbano essere ripetuti nel tempo.

L’acetato è un foglio trasarente comunemente usato per le lavagne luminose. Si trova comunemente in cartoleria e nei negozi di materiale per ufficio.

Il cellophane più indicato è quello usato per coprire le serre, perché è spesso e robusto. Si vende nei negozi di bricolage e presso i consorzi agrari.

Anche il decifix può essere adatto per fare delle mascherine. E’ un materiale di plastica adesiva che si vende in cartoleria e nei negozi di casalinghi.

La tecnica per eseguire le mascherine richiede attenzione è un po’ di tecnica, ma se capita di sbagliare si può rimediare con del nastro adesivo e ritagliare nuovamente.

Una volta realizzata la mascherina si può cominciare a rinnovare qualsiasi cosa suggerisca la nostra fantasia, stoffe, pareti, vasi, vassoi ecc…., ricordandosi sempre di togliere il colore in eccesso dal pennello prima di vedere tutto il nostro lavoro irrimediabilmente rovinato da una lunga colata di colore !!!!